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Il mio carissimo amico scomparso Leigh Bowery
diceva che, quando se ne andava in giro, raramente rifiutava proposte.
Soltanto in due occasioni è stato del tutto schifato, ma --un po’ come me--
era uno dalla mentalità aperta e riusciva a trovare qualcosa di attraente
nella maggior parte degli uomini. Camminando per strada, spesso mi trovo a
sbavare dietro a certi ragazzi che vanno dal tipo goffo al muratore oppure
singolari personaggi camp. A volte è semplicemente il fatto che uno
scelga di ignorarmi che fa infuriare i miei sensi. Quando qualcuno mi chiede
quale sia il mio tipo ideale, rispondo che non c’è.
Nel fotografare i ragazzi, adotto l’approccio
che definisco assurdo, perché richied e di ritrarre i miei modelli in abiti che li
rendono vulnerabili, con un accenno di trucco che aggiunge un ulteriore
pizzico di fragilità. Li spingo a mostrare quanto più possibile di loro
stessi, perché a volte quello che non viene mostrato può creare degli
effetti lussuriosi che sono molto più sexy che non scoprire tutto. Mi
vedo come un caso di queer pervertita, perché mi piacciono ragazzi
molto comuni, ma non c’è nulla che mi piaccia di più del vederli con del
make-up, una gonna stretta o con un reggiseno. Non dico che mi piaccia
lo stile drag queen o il travestitismo segreto. L’idea non è quella
di rendere completamente femminili, ma di creare un ibrido che sia al tempo
stesso irritante ed eccitante.
Uomini apertamente troppo femminili non fanno
per me; ancora una volta, non parlo di androginismo (amo un tocco di Anne)
ma mi riferisco a quei ragazzi che sono eccessivamente camp. Soft
camp va bene! Holiday Camp
che schifo!
L’ideale
sarebbe poter avere un bel mix fra Marilyn Manson e Robbie Williams.
Il modo più semplice per descrivere il mio
uomo ideale, dunque, è: un tipo straight che si imbratta con un po’
di eyeliner e che indossa una giacca personalizzata di Judy Blame con un
paio di vecchi pantaloni Westwood Bondage. Ci potrebbe addirittura anche
unire una tuta da lavoro ed un paio di grossi stivali come Kurt Cobain,
oppure indossare un’uniforme militare per il Kampf.
Purtroppo, di questi tempi, trovare ragazzi
coraggiosi e con una scintilla che li renda fashion è come cercare di
trovare un pop performer onesto. I ragazzi gay (o straight
che potrebbero avere tendenze gay) sono troppo preoccupati a
modellarsi ed hanno un atteggiamento sarcastico nei confronti
dell’esibizionismo. Qui è dove la fotografia diventa utile, perché
attraverso la lente puoi creare la tua visione dell’uomo perfetto. Beh,
almeno fino a quando non finiscono gli scatti, ovvero quando si infilano di
nuovo nei loro jeans e si defilano nell’oscurità. Questo è il motivo
per cui l’alta moda, creata da gente come Westwood, Galliano, ecc. è così
essenziale, perché ci riporta indietro verso quei tempi in cui gli uomini
erano come orgogliosi pavoni. Infatti, Galliano è probabilmente il mio
stilista preferito perché vive i suoi abiti. La mia teoria è che, ritornando
indietro ai tempi di Oscar Wilde, gli uomini dovevano far risaltare il loro
abbigliamento allo scopo di affermare la propria sessualità in un clima di
rinnegazione. Ciò, dunque, mi riporta alla mia affermazione che
l’uguaglianza ha anche degli svantaggi.
La ricerca disperata dell’omologazione
significa dover adottare i colori delle masse, sia che si tratti del popolo
straight, sia che si tratti del popolo queer, secondo cui una
camicia colorata ed audace, unita ad uno zainetto, è sufficiente a
comunicare qualcosa.
Dobbiamo domandarci “a che cosa serve davvero
adeguarsi ad uno stereotipo?”. Il tempo non è qualcosa di illimitato, perché
tutti finiremo in pasto ai vermi e quindi faremmo forse meglio ad esprimere
noi stessi liberamente. I ragazzi che trovo più sexy sono quelli
emotivamente più complicati. La terapia mi ha aiutato a capire che ci sono
degli uomini che tu non riuscirai mai a cambiare, nonostante tu possa
pensare che quella sia la missione della tua vita. Purtroppo, tra il dire ed
il fare c’è di mezzo il mare ed io sono arrivato ad accettare il fatto che
il desiderio sia una sorta di follia. È qualcosa che neppure il più saggio
riuscirà a comprendere. Un sacco di persone che apparentemente hanno tutto
in fatto di bellezza sono più incasinate di quanto uno potrebbe immaginare.
Ciò è, al tempo stesso, di conforto e di preoccupazione, poiché ci viene
detto continuamente che la perfezione ci porta alla felicità.
Non lo dico per essere sadico o acido, è un
fatto, che, alla fine, sono quelli veramente attraenti coloro che soffrono.
“Abbi pietà di chi è bello” è uno strano slogan, ma comunque è adeguato,
perché di solito è chi ha di più da perdere. Nel mio piccolo, ringrazio
Madre Natura per aver creato delle distrazioni visive, perché non c’è nulla
che mi renda allegro quanto un bel viso. |
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